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«Al limite,» pensò Jeremy, piccolo fiammiferaio magico della periferia di Yellowtown, Ohio, «se questa bizarra carovana mi conducesse a Parigi, come dicono, sarei come un Julien Sorel del middle-west, un mondo di opportunità - che dico! un universo! - mi si aprirebbe davanti. Di certo ne ho abbastanza di questo brodo di giuggiole architettoniche, quantunque passeggiare meditabondo tra le sue foglie morte sia valso ben più di una vita.»
Ma già l’ombra di Kuba, monumentale capodoglio alato, lo lambiva da lontano e cominciava, se pur in maniera impercettibile, a sgretolarei fragili contorni del suo coraggio acerbo e a insinuarvi, di per vie traverse, gelide perle di terrore.
Ah, complice lettore, come vorremmo poter fermare il nostro eroe da tale incauto proposito! Ma di tanta incoscienza saremo invece inermi spettatori, ci uniremo alla carovana come tanti spiritelli danzanti e ci nutriremo, con voluttà, d’ogni briciola di tragedia che questa storia promette di seminare.
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postato da ragnetto